martedì 28 marzo 2017

Inquilini morosi e assicurazione





Immobiliare > aumentano le polizze contro inquilini morosi
In Italia sono sempre
di più le case vuote, oltre una su cinque di cui più della metà sono case
vacanza, ma secondo i dati dell'Istat la maggior parte sono semplicemente
vuote.
Motivo? > la paura
di concederla in affitto per poi ricadere nel problema dell'inquilino moroso.
Per ovviare a questo
stato di cose molti italiani si stanno muovendo verso l'affitto assicurato >
in pratica si stipula una polizza con una compagnia assicurativa specializzata
per cui, a fronte di un premio, il proprietario dell'appartamento si mette al
sicuro contro eventuali rischi di morosità.






























Tutti vorremmo un
mercato solido, in crescita e senza trappole burocratiche ma dove le leggi
rendono il tema complesso come in Italia, ricorrere alle assicurazioni private
potrebbe dare un aiuto consistente.

lunedì 6 marzo 2017

Mobbing immobiliare?

Mobbing immobiliare? 

Attenzione a quello che fate all'inquilino per cacciarlo di casa! 

Oggi come oggi (ma forse valeva anche ieri…) il rapporto fra locatore e conduttore sta vivendo momenti decisamente difficili.
Sarà la crisi, sarà la scarsa liquidità delle famiglie, fatto sta che i rapporti sono spesso sempre più tesi. Dire che è più colpa dell’uno piuttosto che dell’altro rischia di diventare un’inutile esercizio dato che, come sempre, la verità sta nel mezzo. 
Certo, quando poi la situazione “precipita”, perché l’inquilino non paga o commette delle violazioni gravi al contratto, il locatore ha tutto il diritto di agire in giudizio per ottenere, se del caso, il rilascio dell’immobile. Lo stesso dicasi quando, rispettando le scadenze di legge, si ha necessità di disporre dell’immobile per uso proprio o di un congiunto.
Ma, si badi bene, al di fuori delle ipotesi previste dalla legge, MEGLIO NON ESAGERARE! 
Se anche l’inquilino non ci piace più o ci abbiamo litigato, forza e coraggio, perché non è detto che cercare di indurlo ad andarsene sia sempre una mossa intelligente. 
Chi lo dice?
Lo dice la Corte di Cassazione che, con la sentenza n° 5044 del 2017, ha stabilito che, indurre l'inquilino a liberare l'immobile, mettendolo “sotto stress continuo” tramite una serie di azioni giudiziarie, può configurare "mobbing immobiliare”. 
La questione è sorta all’interno di una procedura di licenza per finita locazione (cioè una sorta di sfratto anticipato per poter avere un titolo esecutivo utilizzabile fin dal giorno dopo la scadenza del contratto) nella quale la Corte ha respinto l’opposizione del conduttore ma gli ha dato ragione sulla domanda di danno per mobbing immobiliare. 
Ma, esattamente, in cosa consisteva la richiesta del conduttore?
In sostanza il conduttore ha contestato il ripetersi nei suoi confronti di pressioni, anche illegali, dei proprietari per cacciarlo allo scopo di sfruttare meglio l'immobile piuttosto che in relazione ad un piano di trasformazione urbanistica”. Davanti ai giudici ha documentato tutta una serie di azioni da parte del proprietario finalizzate a risolvere il contratto di locazione (in modo non del tutto ortodosso) nonché altre azioni giudiziarie - rivelatesi infondate e temerarie - al fine di premere psicologicamente su di lui e ponendolo così in uno stato di pesante stress. 
Quindi, a dire del conduttore (cosa peraltro accolta dalla Cassazione), il locatore ha posto in essere tutte queste azioni al solo scopo di convincerlo a rilasciare l'immobile, il tutto tenendolo sempre sotto perenne minaccia di sfratto anche se per motivi spesso ignoti. 
La Corte ha così ritenuto che, nel caso in oggetto, vi sia stata una condotta persecutoria che si è concretizzata nella continuativa pluralità di iniziative giudiziarie – tese a molestare l'inquilino e che la Corte d’appello avrebbe dovute prendere in considerazione. Per questo ha disposto il rinvio della causa alla Corte d’Appello, che dovrà accertare se l'uomo ha subito o meno mobbing dal locatore e per questo vada risarcito.
Vedremo gli sviluppi.